COME SI AFFRONTA LA PIOGGIA DURANTE UN VIAGGIO?

Riflessioni in una domenica di pioggia, ricordi di viaggi bagnati.

“Piove, senti come piove, Madonna come piove, senti come viene giù”

Sono nella mia cameretta a Spotorno, nella camera in cui ho dormito e ho assaporato sogni e pensieri durante 18 anni della mia vita.
Piove, da giorni ormai. Armata di coperte pelose, pigiama, fazzoletti, pc, serie tv e ragionamenti per la testa che svolazzano nella mente. Affronto questa giornata uggiosa. Anche se infondo, più che affrontarla, oggi, me la godo. E’ domenica. Sono già uscita, so che non uscirò più. Il pigiama è già indossato per questa sera. Sarei dovuta salire a Torino, ma la domenica con la pioggia la mia forza di volontà mi manda a quel paese, e a Torino finisco sempre per salirci il giorno dopo.
Trovo ci sia un’atmosfera magica quando la domenica si accoppia con la pioggia, che a sua volta si accoppia, facilmente, con il freddo e l’inverno.
Sicuramente, fossi in qualche parte di mondo, magari al caldo, e con il mare a pochi passi da me, non la penserei così.

E a voi piacciono queste giornate uggiose?
Queste giornate con una luce grigiastra che penetra dalla finestra.
Queste giornate in cui ci svegliamo e piove, viviamo la giornata e piove, andiamo a dormire e piove?

Ci stavo pensando prima, mentre rientravo, che a causa della pioggia finiamo sempre per rintanarci in casa, perlomeno, io faccio così. La pioggia è sempre vista come un agente atmosferico che il più delle volte è temuto e non ben accetto, al contrario del suo alter-ego sole.
Tutte le volte che dobbiamo organizzare qualcosa uno dei pensieri fissi è “Speriamo ci sia il sole”.
La pioggia è l’incubo delle organizzazioni di eventi che si svolgono all’esterno, ed effettivamente, non è poi così comodo il vestiario anti pioggia.
Ci stavo pensando l’altro giorno in macchina, mentre, naturalmente, continuava a piovere. Ci si può far ben poco contro la pioggia, se non armarsi di ombrello, cappuccio, capellino per tentar di gestir i capelli e stivali o anfibi. Ma tanto lo sappiamo tutti che volente o nolente a casa un po’ umido e infreddolito ci tornerai comunque.
Appurato questo. Appurato la grande rottura di palle che il più delle volte la pioggia reca a noi poveri esseri umani inermi di fronte agli agenti atmosferici, a volte quelle gocce che scendono giù dal cielo le trovo estremamente poetiche.
La pioggia, la notte, il suo rumore, l’inverno, il freddo fuori ed il caldo dentro, dolce compagnia, dolci da mangiare.
E’ assurdo come possiamo essere estremamente condizionati da una serie di fattori che ci porteranno ad apprezzare o meno qualcosa che ci circonda.
Organizzo una giornata al mare: piove. Che palle. Io odio la pioggia.
E’ una freddissima domenica d’inverno, ho fatto la spesa ieri, il mio moroso è venuto da me per un paio di giorni, ho appena cambiato le lenzuola, profumano, comprato le candele nuove, le accendo: piove. Wow. Atmosfera.

Naturalmente dopo questo lungo incipit fatto di parole sconnesse, arriviamo al dunque.

COME AFFRONTARE LA PIOGGIA DURANTE UN VIAGGIO?

Io sono sempre stata una di quelle che controlla ogni giorno prima di partite il meteo della zona.
Nei viaggi on the road, in cui le mete cambiano ogni giorno, è praticamente la prima cosa che faccio appena sveglia: controllare com’è il tempo nella prossima tappa.
Mi ha sempre dato abbastanza fastidio viaggiare con la pioggia, che sia in treno, in macchina, in aereo o in moto. Ma forse a queste cose bisogna abituarcisi, e forse adattarcisi, imparando ad apprezzarle.
Se ripenso ai miei viaggi passati, ricordo perfettamente ogni momento di pioggia. E forse, non ci fosse stato quel clima, non sarebbe stato lo stesso. Anzi, probabilmente.
Sono la prima, sempre, ad inneggiare un amore infinito e senza giudizio alla natura. Forse devo imparare ad amare intensamente anche la pioggia, sempre.

RICORDI DI VIAGGI BAGNATI. ESPLORANDO IL MONDO ALL’AVVENTURA SOTTO GOCCE CHE CADONO DAL CIELO. PIU’ COMUNEMENTE CHIAMATA PIOGGIA.

ragazza attua rimedi contro la pioggia con un giornale in testa

CROAZIA BAGNATA, CROAZIA FORTUNATA.
Tramonti e pioggia.

L’ultimo giorno di questo viaggio io e la mia amica, sazie di sole e pioggia, decidemmo di tatuarci:

“sunca i kiše”
“sole e pioggia”

Non lo abbiamo ancora impresso sulla pelle, ma nel cuore, quello sì.

rain and sunset on the road

Durante il mio viaggio on the road in Croazia a Settembre 2017, in compagnia di un amica, la pioggia è stata la nostra ombra. Pareva che ovunque andassimo lei ci seguisse.
Partimmo da Torino con il sole, arrivammo a Treviso con il diluvio universale.
La nostra prima tappa era stata scelta anche in base all’acquisto di due biglietti per l’Home Festival, che si sarebbe svolto quella sera proprio lì, all’aperto. Mentre piovevano patate.
Da persone responsabili vendemmo i biglietti, intimorite da una possibile febbre a 40 dopo una serata sotto la pioggia. Due ragazzini coraggiosi e impavidi che non si fecero scoraggiare da due gocce li comprarono felici. Anticipammo la partenza alla volta della Croazia.
Ci mettemmo in moto, io al volante, lei a Google Maps. Arrivammo al confine con la Slovenia, sempre in compagnia di un tempo da lupi. Dogana. Entriamo al negozio per comprare la vignetta. Questione di 2 minuti. Il temporale ci aveva raggiunto impavido, di nuovo.
Ricordo che per fare 10 metri e rientrare in macchina sembrò come se ci fossimo immerse in una bacinella d’acqua. 10 metri, capelli fradici. Per fortuna non faceva ancora così freddo. La prendemmo sul ridere.
Non eravamo scoraggiate.. forse solo un po’, a pensare a quanti costumi avevamo nello zaino, consce del bellissimo mare che bagna le coste della Croazia.
Le ultime 2 ore delle 5 di viaggio per arrivare a Pola da Treviso furono invece magiche.
Sembrava che quella pioggia avesse deciso che per quel giorno fosse bastato. Il cielo si schiarì, uscì fuori un arcobaleno proprio davanti a noi, il tramonto intorno.
Non so spiegare se era il mio status mentale ormai già rilassato e entusiasta di esser di nuovo in viaggio, o se davvero quel momento era emozionante in ogni caso, ma ricordo di averci visto qualcosa di più che una fine del temporale. Viaggiammo per mezz’ora fra colline, in autostrada c’eravamo solo noi, ed intorno una luce arancione ci avvolgeva come se ci stesse accompagnando in paradiso. L’arcobaleno continuava a scandire la strada. Proprio di fronte a noi.

Ricordo di aver sentito dentro entusiasmo e gratitudine alla vita.
Ricordo anche che la situazione ci era scappata di mano, quando, io, piena di adrenalina data dalla momento, volevo immortalare il momento con un video, e qualche foto.
La scena era all’incirca questa: Io, posto del guidatore, con testa fuori dal finestrino, aria fra i capelli, telefono da una parte per le foto, Go-Pro dall’altra per i video. La mia amica teneva il volante cercando di non far diventare quella scena idilliaca anche l’ultima della nostra vita.
Quella volta ricordo di aver ringraziato la pioggia. Aver ringraziato quel mal tempo che ci aveva inseguito per 3 giorni. Senza quel temporale non sarei qui a emozionarmi ancora a pensare a quanto è stato bello quel momento vissuto in quel viaggio.

Ma gli acquazzoni non erano finiti, a Pola diluviò tutti i due giorni che la visitammo. Ci furono poi alcuni giorni di tregua.

Ma un’altra situazione dipinta di magia avvenne pochi giorni dopo.
Avevamo deciso di andar a vedere un tramonto in spiaggia, e di far un bel bagno in quell’acqua cristallina, povere illuse.
Arrivate alla spiaggia scendemmo tutte convinte in costume con l’asciugamano sotto braccio. Tempo un secondo e tornò a trovarci la pioggia. Piccole gocce, nulla di grosso, ma ininterrotte. Il cielo iniziò a riempirsi di nuvole. Di fronte a noi, sull’altra costa dall’altra parte della baia potemmo goderci lo spettacolo di un temporale. Nero, fulmini gialli dentro.
Un po’ intimorite che arrivasse anche sopra di noi, ci stavamo preparando al peggio. Sbagliando.
In un attimo le nuvole sopra di noi, probabilmente cariche di pioggia, si colorarono di rosa
Ma non quel rosa fioco che ci regalano i tramonti solitamente. Era un Rosa profondo. Intenso.

tramonto mozzafiato sulle coste della croazia
Un rosa che non è fatto per i tramonti.
Tutto diventò rosa. Il mare sembrava una pozza di sangue. Il cielo un velo colorato.
E’ stato il tramonto più bello e colorato che abbia mai visto in vita mia.
Avvolte negli asciugamani per il freddo che faceva ci trovammo davanti ad un regalo della natura.
Trovo davvero difficile poter spiegare cosa successe. Sembrava che qualcuno avesse modificato la realtà in quella parte di mondo. Come un filtro instagram applicato. Come quando viri la tonalità su una foto.
Ed eccomi anche qui a ripensarci, emozionarmi, e rendere grazie alle nuvole.

Ragazza, che poi sarei io, che si gode uno dei tramonti mozzafiato più belli della sua vita sulle coste della Croazia

Da quel magnifico tramonto in poi la pioggia decise di abbandonarci, per poi venir a trovarci una sera a Zara. Passammo la serata in compagnia di un ragazzo croato conosciuto quella sera, seduti sulle scale di un portone a bere birra e parlare inglese di positività e quelle ormai famose “Good Vibes”.
Good vibes che vanno vissute, richiamate a sé, utilizzate per amar pioggia e sole, indistintamente.
Il sole splendette per i giorni restanti. Riuscimmo anche ad abbronzarci un po’ e far i tuffi dagli scogli di Spalato. Tornando indietro, per ricordarci che in una medaglia, come nella vita, le facce sono due, cadette la pioggia ininterrottamente fino a Torino.

ACQUAZONI, GIUNGLA, MOTOCICLETTA E ON THE ROAD IN SRI LANKA

Capacità di adattamento.

Quando impari a vivere i viaggi all’avventura, adattandoti il più possibile, e vivendo tutto con entusiasmo e positività, anche la pioggia diventa divertente.
Come quando cercammo di vivere positivamente un acquazzone improvviso durante uno spostamento in moto nella giungla, dopo 2 ore di viaggio già passato, mentre ero sotto antibiotico per colpa di un mal di gola che non passava.
Come quando salimmo sul monte di Sigiriya per vedere il tramonto, consigliato dalla Lonley Planet e da tutti i locali, definendolo uno spettacolo della natura, e dopo un trekking arroccato fra salite e gradini infiniti arrivammo in cima e iniziò a diluviare. Ci perdemmo il tramonto, inesistente, e ci bagnammo da testa a piedi.

girl in a rainy day at sigiriya rock in Sri Lanka

Ma, riassaporando questi ricordi, non posso non sorridere. Non posso non esser lieta di averli vissuti, e di affermare: LODE ALLA PIOGGIA.

Come si affronta quindi il fastidio che viene provocato da una giornata di pioggia?

Ho effettuato le mie riflessioni durante questa giornata cupa e umida.
Siamo sempre troppo convinti di poter e voler organizzare e programmare ogni cosa, che ci infuriamo come bestie se i piani non vanno come li avevamo pensati. Il clima, la pioggia, il sole, non sono inclini a questa nostra voglia di onnipotenza, e grazie a Dio ci ricordano di imparar a vivere. A godere di tutto. Della pioggia, delle nuvole, del sole.
Troppo spesso ci dimentichiamo di vivere il qui e ora. Troppo spesso ci troviamo a organizzare viaggi con la presunzione di aver tutto sotto controllo, dalle tempistiche, al traffico, al clima, e quando ci ritroviamo a dover tirar fuori l’ombrello, sempre che lo abbiamo messo in valigia, caschiamo dal pero.
Io vorrei smetterla. Io personalmente vorrei dire basta. Vorrei smettere di fare distinzioni. Vorrei imparare ad amar la pioggia tanto quanto amo il sole. Vorrei imparare ad adattarmi, il più possibile. A non perdere l’entusiasmo nelle cose, ed il sorriso nelle difficolta, o magari, sotto un temporale.
Vorrei imparare a correre sotto la pioggia. A goderne la freschezza. A smettere di pensare ai capelli bagnati, alle scarpe che non sono impermeabili, all’ombrello, al cappuccio.

Smettiamo di pensare che la pioggia sia un ostacolo da affrontare.
Smettiamola. Io per prima.

Ricordiamoci di essere capaci di correre sotto la pioggia.
Ricordiamoci di essere capaci di correre sotto il sole.
Ricordiamoci di essere capaci di correre.
Corriamo. Ridiamo. Stupiamoci.
Sempre.

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