CAPITOLO 4. DA SANTANDER A SAN VINCENTE DE LA BARQUERA. 

DA SANTANDER A SAN VINCENTE DE LA BARQUERA.
VIAGGIO ON THE ROAD IN COPPIA, ITALIA-SPAGNA DEL NORD A BORDO DI UN VOLKSWAGEN WESTFALIA T3.

Girl Wake up inside a camper with sunny day

CAPITOLO 4. SESSIONE DI SURF E FESTEGGIAMENTI.

Svegliarsi quella mattina fu bellissimo.

I nostri vicini erano già andati via, si erano trasferiti. Erano tornati ad essere cittadini del mondo.

Noi invece quella mattina facemmo con comodo. Dopo un dolce e lento risveglio mi pettinai i capelli, maglione e pantaloncini al volo, e saltai fuori dal camper. La notte non dava modo di osservare bene dove parcheggiavamo per riposarci. Cosa che succedette praticamente in ogni posto dove dormimmo in cui arrivammo nel pomeriggio inoltrato. I luoghi sono diversi al buio. E non c’entra solo la luce. L’atmosfera è sempre diversa a seconda della luce che c’è.

Quella mattina la luce dipinse un atmosfera raggiante, serena, spensierata.

Mettemmo su il caffè. Biscotti alla mano. Due tazze. Scogli come tavolini. L’oceano sotto.

Fu una delle colazioni più belle che abbia mai fatto in viaggio. E che si fottano i bar lussuosi. Che si fottano le colazioni internazionali, all’inglese, o all’italiana.

Avevo fra le mani una tazza di caffè, un pacco di biscotti, il vento, il verde, il mare, il sole, la musica, una buona compagnia. Cosa volevo di più?

L’aria quella mattina sembrava profumare di positivo e di felicità. L’aria che quella mattina si respirava odorava di sorrisi e di vita. Di vita buona. Di vita vera, genuina, spontanea. Profumava di vita primitiva. Di quella felicità di cui ci dimentichiamo troppo spesso. Quella che sa di infanzia. Senza nulla da nascondere.

3,2,1.
Motore acceso.

Tornammo a Playa do Somo.

Entrai anche io a surfare quella mattinata. Affittai muta e tavola in un surf shop lì vicino.

Gabriele mi diede due dritte e poi entrambi ci godemmo l’oceano, le onde, il sale, il sole.

Quando sei in acqua il tempo sembra funzionare male. Dopo aver provato e riprovato a prendere qualche piccola onda mi sentivo fisicamente stanchissima. Stanca come quando senti le gambe che vibrano, come se volessero dirti: “ti prego siediti”.

Tavola da surf sulla spiaggia, muta abbassata, mi ci sdraiai sopra mentre aspettai che anche Gabriele uscisse. Mi addormentai in un attimo. Non so quanto io abbia dormicchiato, ma fu mistico.

Il sole mi scaldava, la muta bagnata avvolta sulle gambe mi rinfrescava.
Il rumore dell’Oceano Atlantico che bagnava la costa di quella Spagna che mi stava donando sensazioni uniche mi cullava.

Quanto modo diversi esistono per godersi la spiaggia ed il mare.

Prendere il sole su una tavola da surf a due passi dall’oceano.

Niente lettini. Niente bikini inguinali. In quel dormiveglia avevo capito perfettamente quanto il mare dona e di cosa avrei voluto arricchirmi grazie a lui.

Andare a surfare fin dal primo giorno mi ha ricordato tantissimo andare a sciare. Acqua al posto della neve. Muta da surf al posto della tuta da sci. Una difficoltà inaudita toglierla, come gli scarponi da snowboard.

Quella volta però non finivo la sessione di sci per tornare nel bilocale a Prato Nevoso. Quella volta per andar a casa a cambiarmi bastava andare al parcheggio vicino alla spiaggia. Il nostro camper era parcheggiato nel piazzale. Qui e lì altri furgoncini.

Ci liberammo delle mute e rimanemmo in costume. Faceva caldo quel giorno.
Il sole picchiava sulla costa Spagnola.
Capelli bagnati, tavole da surf appoggiate per terra. Mute accartocciate sull’asfalto.

Ci sciacquammo via il salino sotto la doccia fredda. Meglio dire che approfittammo di quella doccia. Viaggiare in mini van è bello, lavarsi in furgone senza un bagno un poco meno.

Mangiammo pranzo alle 4 al bar affacciato sulla spiaggia. Affamati. Stanchi. Felici.

Andremmo a posare la tavola da surf affittata e a far la spesa. Da lì in poi avevamo deciso di esplorare la costa. Niente città. Niente locali. Niente ristoranti. Solo grandi piatti di pasta improvvisata con sughi pronti accompagnati da buone bottiglie di vino.

Quella notte saremmo andati a dormire in un piccolo paradiso. Lo avevamo scoperto prima di partire spiando le coste spagnole da casa, dall’alto, usando Google Maps.

Il giorno dopo sarebbe stato il compleanno di Gabriele. E io avevo già pensato a tutto. Location perfetta per sorpresa perfetta.

Mettemmo apposto alla veloce l’interno del nostro Westfalia e partimmo verso Ovest.
Avevamo 3 ore di viaggio on the road davanti. 

Naturalmente facemmo tardi, nulla andò come i piani, e la pasta improvvisata cucinata in Camper si tramutò in una cena a base di pesce in un paesino spagnolo dove decidemmo di fermarci, troppo affamati per riuscire ad arrivare alla meta prefissata senza una tappa prima.

San Vicente de la Barquera.

Questa piccola deviazione portata dalla fame fu l’inizio di degni festeggiamenti.
La serata ci scappò di mano, il tempo si dilatò. Il divertimento anche..

wild girl make breakfast with a beautiful view of ocean atlantic in Loredo
BREAKFAST WITH VIEW, LOREDO, SPAGNA

Wild Boy with blu light inside camper

Camper Volskwagen Westfalia T3 and surfer boy
SURF SESSION AT PLAYA DO SOMO, SANTANDER, SPAGNA
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