ESPLORARE SE’ STESSI ATTRAVERSO L’ESPERIENZA VISSUTA NEI VIAGGI.

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Esplorare il mondo è tranquillamente paragonabile ad esplorare sé stessi.

Ragazza di schiena a San juan de gaztelugatxe, spanga
San Juan de Gaztelugatxe, photo by Gabriele Palmato

Ogni situazione in cui ci ritroviamo durante la nostra vita, se osservata con attenzione, è un’esplorazione all’interno della nostra persona.
Ogni situazione nuova, ogni nuovo ambito, ogni volta che usciamo dalla ormai famosa zona di confort è un modo in più per indagare all’interno di noi stessi. Ecco che la nostra vita può essere tradotta come uno studio antropologico in prima persona.

Naturalmente ogni giorno nuovo ci pone di fronte nuovi insegnamenti e nuovi stimoli per accrescere la nostra persona. Ogni azione che ci troviamo a compiere durante la nostra giornata sottolinea e enfatizza aspetti della nostra persona. Nella quotidianità le abitudini scandiscono i nostri gusti e le nostre inclinazioni rispetto ad un’azione che è di routine all’interno della nostra vita. Tramite questa creazione della nostra personale e intima routine, noi come individui singoli ci modelliamo sottolineando e imprimendo a fondo determinati tratti che iniziano a fare parte di noi stessi. I nostri gusti personali.

ragazza di schiena con cane husky
“Casa dell’Eremo, trekking per la Grotta dei Falsari, Noli

Scoprire nuove parti del nostro IO attraverso il viaggiare.

Quando viaggiamo tutto questo si allarga, tutto questo si distacca da un rafforzamento di tratti già esistenti in noi, ed entrano in gioco esperienze, modi di agire del tutto nuovi, di fronte a cui magari non ci siamo mai trovati prima. Trovo questa cosa estremamente adrenalinica oltre che divertente e interessante, soprattutto da persona curiosa quale sono, ma anche alquanto spaventosa.
Non è un segreto che i viaggiatori, che hanno il viaggio come filosofia di vita, possiedono sicuramente orizzonti mentali aperti e grande capacità nel guardarsi dentro.
Naturalmente tutto questo non è un processo automatico né scontato. Men che meno è un procedimento facile.
Penso che se chiedessimo alle persone se davvero vorrebbero sapere tutto di loro stessi, smembrare la propria persona da capo a piedi, non avremmo un grande riscontro positivo. Guardarsi dentro fra paura. Guardarsi dentro vuol dire calare la maschera e scendere dal palcoscenico, vuol dire essere pronto a tutto, senza giudizio né vergogna. Tanto meglio se questo avviene con estrema umiltà e voglia di migliorarsi.

Ormai è risaputo e direi appurato che viaggiare sia un metodo piuttosto efficace per fare, oltre che un bel viaggio fisico, anche un viaggio mentale, introspettivo.

ragazza esplora collina piena di palme a mirissa, sri lanka, photo by Gabriele Palmato
Mirissa, Sri Lanka. Photo by Gabriele Palmato

Due modi di viaggiare. Tipologie di viaggi e di viaggiatori.

Qui forse preme fare una distinzione tra chi viaggia per svago, per trovare serenità e tranquillità scappando dalla propria vita per un tot di giorni di vacanza, e chi viaggia per godere il viaggio. E quando parlo di godere intendo assaporarlo, in tutte le sue sfaccettature. Entrare all’interno di un viaggio, diventare un viaggiatore, penso equivalga a far l’abbonamento per conoscere sé stessi.
Prendiamo ad esempio un cinofilo, e una persona a cui piace, naturalmente, andare al cinema. Il cinofilo avrà sicuramente qualche abbonamento. La sua vita e la sua persona son strettamente collegate ai film che lui guarda. Andare al cinema per un cinofilo è aprire la mente, aprire gli orizzonti, ed entrare completamente dentro alla dimensione cinematografia, cercando di guardarne il più possibile e parlando e confrontandosi il più possibile riguardo l’argomento.
Una persona a cui piace andare al cinema comprerà probabilmente il biglietto, normalmente, e non avrà un legame profondo con tutta la dimensione cinematografica. Una persona normale a cui piace andare al cinema lo farà saltuariamente, quando ne avrà voglia o quando ci sarà un film particolarmente interessante. I suoi argomenti saranno incentrati su altri focus rispetto ai film, e ne parlerà a volte, quando capiterà.

Un viaggiatore è come un cinofilo. Un viaggiatore rodato è ossessionato dal viaggio. Viaggerà il più possibile, con l’abbonamento più conveniente. Un viaggiatore, come un cinofilo, non si limiterà a intraprendere, o a guardare, il viaggio migliore, o il film più gettonato.
Per un vero viaggiatore ogni meta è una meta da visitare. Ogni posto è da esplorare. Un viaggiatore vorrà sentire sulla pelle il bello ed il brutto del viaggio che sta affrontando. Osservare la medaglia da entrambe le facce.
Una persona a cui piace viaggiare, per svago, è come una persona a cui piace andare al cinema, per svago. Quando capiterà sotto mano una buona offerta, o un buon film, probabilmente accetterà. Ma sicuramente un buon viaggio per una persona che viaggia per avere un momento di vacanza, dovrà essere perfetto. Meno imprevisti e disagi ci saranno, migliore sarà il viaggio.

Un viaggiatore sentirà quasi il bisogno di intraprendere via via viaggi sempre più colmi di imprevisti e di disagio. Il continuo mettersi alla prova. Lo spingersi oltre.

ragazza di schiena ai laghi di plitivice, croazia
Laghi di Plitvice, Croazia.

Ecco cosa succede per chi viaggia con il corpo e con la mente.

Il viaggio si tramuterà automaticamente in una sfida. La camera confortevole sarà ormai storia passata. L’obbiettivo nella mente di un viaggiatore sarà quello di viaggiare il più possibile con meno soldi possibili. Questo naturalmente porterà ad un maggiore adattamento alle situazione, e ad un maggiore sforzo personale nel conoscere parti di noi stessi che non sono mai stati stimolate fino ad ora.
Questo Gennaio sono andata in Sri Lanka. E’ stato il mio primo viaggio extra continentale, e devo ammettere che quando i biglietti aerei sono stati acquistati più che essere felice, avevo una paura folle.
Sapevo che sarebbe stato un nuovo vortice di emozioni mai provate. Situazioni nuove, popolazione nuova, nuova alimentazione, nuovi paesaggi, nuove culture. Ero elettrizzata e spaventatissima allo stesso momento. Il viaggio in Sri Lanka che ho fatto con il mio compagno di vita è stato una botta sulla faccia. Una spadellata di nuove informazioni sulla mia persona.
Ho provato tante cose nuove. Alcune bellissime, altre meno. Ho corso in spiagge deserte con palme alte che mi circondavano, ne ho assaporato i colori e la leggerezza. Ma mi sono trovata anche ad avere un’infiammazione alla gola, e a viaggiare per ore su uno scomodo sellino di una moto, in mezzo ad un traffico infernale e all’aria talmente inquinata da non poter respirare bene.
Ecco. Se tornassi indietro non cancellerei neanche un momento di quel viaggio.
Non cancellerei i 5 giorni di antibiotico, né le bolle sulle braccia che mi sono uscite per i restanti giorni del viaggio. Non cancellerei il traffico, non cancellerei lo smog.
Grazie a tutte queste cose ho scoperto una nuova parte di me. Ho scoperto che stare male in viaggio è difficile, ma che non si muore. Ho scoperto che odio il traffico, le città. Ma che sono capace di sopportare e stringere i denti. Ho scoperto che un pianto per sfogare l’animo, anche se sei in vacanza non è peccato.

Il viaggio per un viaggiatore fa parte della sua vita, del suo quotidiano.

Non sarà più un momento speciale. O meglio. Non sarà più solo il viaggio un momento speciale.
Tutta la sua vita diventerà un viaggio. Un viaggio è fatto di una partenza e di un ritorno.
Quando la tua filosofia di vita si impronta sul viaggiare, non ci saranno più vere partenze e veri ritorni, ma solo un entrare ed uscire dal confort. Un tirare e liberare la corda a tratti alterni.
Ma una volta che si impara a convivere con la propria persona, con i propri errori, con i propri difetti, con le proprie fisse, si vorrà sempre di più portare all’estremo il proprio io. Allungarlo il più possibile. Allenarlo. Proprio come gli atleti fanno con i muscoli.

ragazza di schiena che corre sulla spiaggia di playa de somo, santander
Playa de Somo, Santander. Photo by Gabriele Palmato

Viaggiare è un allenamento per il nostro io.

Quando uscirete dalla vostra zona di confort, quando partirete per un viaggio, non solo con l’entusiasmo e la curiosità della partenza, ma anche con un briciolo di paura e tanti dubbi sull’aver fatto la scelta giusta, ecco, solo allora VIAGGIARE DIVENTERA’ QUALCOSA CHE ANDRA’ OLTRE IL SEMPLICE SPEGNIMENTO DI CERVELLO E DALLA SOLITA FUGA DALLA REALTA’.
Quando partirete con consapevolezza, con tutt’altro che voglia di rilassarvi, ma anzi, pronti a mettervi alla prova e a spingere l’acceleratore sulle vostre insicurezze sulle vostre paure, solo allora potrete dire di aver acquisito dal viaggio un qualsiasi insegnamento sulla vostra persona.

Viaggiare è la cosa migliore che ognuno di noi possa fare.
Qualsiasi tipo di viaggio, è vero, ci lascia qualcosa. Anche il più rilassante, scontato, e accomodante, è comunque una nuova esperienza ed un nuovo status in cui abbiamo deciso di collocare la nostra persona. Rimarranno dentro ai nostri occhi fotografie di parti di mondo nuove, bellissime, mozzafiato.
Ma come in tutto, quando c’è solo il buono, purtroppo lo riusciamo a percepire meno.
L’essere umano è di per sé stupido. Ha bisogno di un metro di paragone. Pensiamo al pensiero comunque “Ci accorgiamo del valore di una cosa solo quando l’abbiamo persa”. Almeno una volta nella vita a tutti noi è capitata questa cosa.
Per i viaggi è la stessa cosa. Se durante il nostro viaggio saremo circondati da perfezione, purtroppo è umanamente logico il procedimento per cui quella perfezione che il primo giorno ci ha stupito, l’ultimo ci apparirà quasi scontata.
Se in un viaggio assaporiamo il più possibile. I luoghi più belli, i pasti più belli, le camere più belle, ma anche le peggiori, la miglior offerta con minima spesa massima resa, vi posso assicurare che vivrete tutto più intensamente.
Bisogna imparare a rimbalzare. Come una pallina da pin-pong.
Essere versatili, malleabili, adattabili. Imparare a vivere più situazioni possibili con il migliore status operandi vi porterà a godere intensamente ogni singola cosa.
Imparerete ad aprire la mente, e gli orizzonti. E togliere il paraocchi e a scendere dal piedistallo per esplorare il più possibile da vicino. Vi spaventerete. Piangerete. Vi ammalerete. Ma solo così potrete iniziare a conoscere voi stessi anche all’interno di un viaggio.
Noi siamo esseri viventi. Abitanti di questa Terra. Apriamoci. Condividiamo. Impariamo. Insegniamo.
Se non saltiamo non sapremo mai cosa si prova mentre si è senza terra sotto ai piedi. E quel momento sarà intriso di emozioni. Ci sarà la paura, ma anche un senso vivo di libertà e di adrenalina. Di appartenenza.
Quando impareremo a non sentirci fuori luogo e impauriti, a non preoccuparci di noi stessi in ambiti e situazioni a noi sconosciute, ci saremmo appropriati di una parte fondamentale della nostra persona. Saremo un tutt’uno con la nostra vita. Ed il momento del viaggio non sarà un momento speciale, che si isolerà dalla nostra quotidianità, ma diventerà il viaggio il nostro quotidiano. Ed il mondo la nostra casa.
Non c’è cosa più liberatoria che sentirsi parte del mondo.
Ed è una cosa che ognuno di noi dovrebbe avere dentro. Si cancellerebbero confini, pregiudizi, giudizi, invidia.

Ragazza di schiena a Mirissa, Sri lanka, photo di Gabriele Palmato
Mirissa, Sri Lanka. Photo by Gabriele Palmato

Viaggiare vuol dire fare un passo indietro.

Metaforicamente durante un viaggio ognuno di noi si troverà di fronte a culture a lui estranee. Un viaggiatore rispettoso è un viaggiatore che farà un passo indietro. Visitare nuovi mondi vorrà dire mettersi in gioco, chinare la testa con orgoglio e imparare una nuova cultura, rimanendo a guardare. Viaggiare esplorando culture nuove insegnerà al nostro io a rispettare l’altro, e a non giudicarlo. Gli insegnamenti in viaggio saranno insegnamenti vitali, da stringere stretti durante tutta la nostra esistenza.
Durante un viaggio, quando ci troveremo di fronte al diverso, non avremmo più paura.
Il diverso smetterà di essere un qualcosa di sconosciuto da cui difendersi, ma diventerà qualcosa di sconosciuto da conoscere, da esplorare, da imparare.
Diventare un viaggiatore ci farà capire che non si finisce mai di imparare, di scoprire, di conoscere, di stupirsi.

ragazza di schiena in spiaggia piena di palme in Sri Lanka
Sri Lanka, photo by Gabriele Palmato

Viaggiare vuol dire saper di non sapere.

Ed ecco che qui ritorna il viaggio come filosofia di vita.
Prendiamo come esempio la Terra. Questa enorme sfera su cui noi viviamo. Quando ci appassioneremo del viaggio, il nostro compito giornaliero diventerà conoscere sempre di più ogni centimetro di questo mondo. E siamo ben consapevoli che probabilmente non basterà una vita per farlo.
Quella grossa sfera rotonda potrebbe essere paragonabile alla cultura, alla conoscenza, in ogni ambito noi vogliamo compararla. E’ impossibile poter essere sazi e pieni di conoscenza per sempre.
La vita è una continua evoluzione. La natura evolve, noi evolviamo, le cose da conoscere ed imparare evolvono. La natura muta, la superficie terrestre muta.
Va da sé che noi durante la nostra esistenza non potremmo mai avere la piena conoscenza in qualcosa. Non potremmo mai conoscere completamente il mondo, non potremmo mai visitarlo tutto, in tutte le sue sfaccettature, e in tutti i suoi cambiamenti. Basti pensare a come muta la natura durante le stagioni. Dovremmo visitare perlomeno ogni posto almeno 4 volte all’anno per avere una vaga idea di come è realmente quel posto.
Con la vita è la stessa cosa. Il mondo, la società, le cose da studiare, sono sempre in continua evoluzione.
Persino noi stessi siamo in continua evoluzione. Il nostro io, il nostro carattere, i nostri gusti, continuano a mutare, senza che noi ce ne accorgiamo esplicitamente.
Ecco perché bisogna continuare a muoversi, a correre, a conoscere, a saziare occhi e mente con il viaggio, ma più in generale all’interno della nostra vita.

Viaggiare vuol dire muoversi. Viaggiare è evolversi.

Il tempo non aspetta. Se una palla ruota, non si fermerà perché noi non saremo in grado di correrci dietro e di esplorare e conoscere i suoi cambiamenti, ed i nostri, mentre corriamo.
Il viaggio ci insegna a non stare fermi.
Viaggiare significa spostarsi. La parola viaggio è definita sul dizionario come: trasferimento da un posto all’altro.
Viaggiare vuol dire muoversi. Non stare fermi. Viaggiare fisicamente vuol dire spostare il proprio corpo da uno spazio all’altro, ma dentro al nostro corpo c’è la nostra mente, la nostra anima, il nostro cuore. Anche ognuna di queste nostre proprietà, quando viaggiamo si spostano, mutano, si trasformano. Ecco perché viaggiare fisicamente ci porterà a viaggiare anche all’interno di noi stessi.
Se poi ognuno di noi è consapevole di questa cosa, e vuole assaporare questi mutamenti, con conoscenza e in maniera attiva e curiosa, viaggiare è come aiutarsi a conoscerci davvero. Gli uni con gli altri. Ma soprattutto a conoscere il nostro vero io. A sbudellarlo, a tirarlo fuori, a strapazzarlo, scuoterlo forte per mandar via vestiti, maschere, coperte.

Viaggiare è spogliare il nostro io

Studiare il nostro io interiore fino in fondo, in ogni modo, in ogni situazione, con il caldo e con il freddo, a dormire in un hotel di lusso o dentro ad un camper. Viaggiare è studiare. Viaggiare è studiarsi. Viaggiare è uno studio antropologico mirato su noi stessi. Creare cause per studiare gli effetti.
Quando decidiamo di partire per un viaggio che ci fa paura e ci affascina allo stesso modo, è come decidere di effettuare un esperimento.
Decidiamo di collocarci volontariamente in una situazione di paura, per studiare come agiamo di fronte al timore. 

Ragazza di schiena sulla cima della montagna con cane Husky, Valle d'Aosta
Valle d’Aosta, trekking Cascate del Rutor

Viaggiare è diventare una persona migliore al termine di ogni viaggio.

Viaggiare in maniera consapevole è mettersi alla prova, studiarsi, individuare i punti deboli, e rafforzarli. Come farebbe un personal trainer in palestra.
Viaggiare in maniera consapevole è crearsi una scheda personale. E’ esplorarsi attraverso l’esplorazione del mondo.
Individuare pregi e difetti e andare a lavorare su noi stessi per irrobustire i difetti.
Quando durante un viaggio ci troveremo in difficoltà, risconteremo dei disagi e ci renderemo conto di non essere totalmente a nostro agio in quella determinata situazione, quello è il momento di cui impossessarci, in cui fotografare chiaramente il nostro io, studiarlo, ricordarcene, assaporare il timore, le paure, i pensieri negativi, per poi lavorarci sopra, e riprovare a vivere una situazione simile, per verificare i cambiamenti.
Quando viaggiamo, è come se rendiamo reale il nostro ring interiore. I nostri dubbi, le nostre paura si manifestano tramite azioni, persone, luoghi.

Viaggiare ci fa scegliere se vivere la vita con ottimismo e positività o con pessimismo e negatività.

Quando siamo lontani da casa ci sentiamo automaticamente più indifesi, o comunque meno sicuri di noi stessi e del luogo in cui ci troviamo, non avendo grandi conoscenze sul territorio e su chi lo abita. Non conosciamo ciò che ci circonda e le persone intorno a noi. Qui ognuno di noi può reagire allo sconosciuto in due modi.
Il primo modo, forse quello più istintivo, è quello in cui ci ritroviamo ad essere intimoriti e sulla difensiva. Iniziamo a valutare tutti i pericoli in cui ci potremmo imbattere in una situazione nuova, e automaticamente tendiamo a rimanere il più possibile in ambiti in cui la nostra zona di confort viene richiamata. Sceglieremo bar simili a quelli del nostro paese, cercheremo di mangiare nei locali più “turistici” in cui potremmo trovare senza difficoltà piatti conosciuti. Eviteremo di spostarci dai punti più affollati da turisti, persone che probabilmente sono il metro di paragone più vicino alla nostra persona.
Il secondo modo è quello che un viaggiatore acquisisce durante le sue esperienze di viaggio. Lo scudo si abbassa, lo sguardo pronto e in allerta fa spazio ad un binocolo curioso. Le persone che ci circondano passano da essere potenziali nemici a potenziali compagni di viaggio e amici. Tenderemo a evitare luoghi turistici, locali frequentati dai turisti, e cercheremo il più possibile di fonderci con il locale. Assaggeremo piatti tipici, impareremo parole nuove, cercheremo di conoscere il più possibile usi e costumi di quel luogo, ci allontaneremo dal centro turistico per scoprire piccoli tesori nascosti e assaporati solo dalla gente del posto.

ragazza di schiena seduta sulla cima di Ella Rock, Sri Lanka
Ella Rock, Sri Lanka, photo by Gabriele Palmato

La paura è il nemico.

“è solo la paura che inquina e uccide i sentimenti” Lucio Battisti.

La paura è il più grande nemico in cui ci possiamo imbattere durante un viaggio. Ma anche durante la nostra esistenza.
La paura ci allontana dalla conoscenza. Ci allontana da opportunità sconosciute. La paura allontana lo sconosciuto, l’ignoto, senza aver la possibilità di conoscerlo e valutare il pericolo reale.

Viaggiare sicuri è ben diverso da viaggiare impauriti. 

Potrei andare avanti ore e ore su i mille insegnamenti che il viaggiare può donarci. Ma fondamentalmente l’unico concetto importante di questo articolo pieno di pensieri personali, è che trovo fondamentale viaggiare.
Ognuno di noi dovrebbe viaggiare quanto più possibile, esplorando posti nuovi in ogni tipologia di viaggio, e con ogni compagnia di viaggio possibile.
L’uomo è fatto per mettersi alla prova, per spingersi oltre, e ne è testimone la nostra storia. Dalle caverne ai grattacieli.
Forse questa è l’epoca in cui l’evoluzione, oltre che fuori, deve avvenire all’interno di ognuno di noi. La mia generazione forse è la generazione che deve iniziare a guardarsi dentro, a relazionare la propria persona con la propria società, e a studiarsi ed imparare a sbagliare, e a migliorarsi, senza giudizio e senza paura.

Ci stiamo ribellando. Stiamo rivoluzionando il Mito della Caverna di Platone. 

Il viaggio ormai è alla portata di tutti. Viaggiare ormai è diventata una fondamentale azione che ogni persona sente di dover mettere in atto almeno una volta nella vita.
L’istinto ci sta portando ad una società in cui gli abitanti di ogni luogo tendono ad uscire, a mettere il naso fuori. E’ come se nella nostra epoca finalmente ognuno di noi sia riuscito a togliersi le catene che lo imprigionavano all’interno della grotta buia, e abbia seguito il primo compagno che era riuscito ad esplorare la realtà. Il mondo.
La globalizzazione sta creando movimento, un vortice di persone che si stanno risvegliando e sono pronte a mettersi in gioco e a conoscersi. Ad imparare e a insegnare. Senza autorità né orgoglio. Solo con tanta curiosità e voglia di metamorfosi continua.

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