COME STUDIARE UN VIAGGIO ON THE ROAD ALL’AVVENTURA?

Come studiare un viaggio on the road all’avventura cercando di organizzare il meno possibile?

come organizzare un viaggio on the road all'avventura? Armiamoci di guide lonley planet, book notes, agenda, occhiali, macchinetta carina e un sacco di buone vibrazione.

“Organizzare”, una parola che nel ultimo periodo cerco di avere al interno della mia vita il meno possibile.
Questo naturalmente si riscontra anche nel modo in cui mi piace viaggiare.
Siamo sempre troppo preoccupati di tutto. Dobbiamo scandire la nostra vita con impegni ben precisi, appuntamenti, orari. Ci sentiamo persi senza un piano giornaliero o settimanale ben preciso. Me compresa.
L’uomo ha la tendenza ad organizzare sempre tutto. Più schematizziamo le cose, le riordiniamo, le cataloghiamo, più ci sentiamo pronti ad affrontarle. Ma appena una cosa prende una piega imprevista, che non avevamo preso in considerazione e rovina la nostra ormai organizzatissima aspettativa di come si doveva svolgere, eccoci che andiamo in pappa, ci agitiamo, ci innervosiamo, e iniziamo a preoccuparci, di mettere in dubbio la nostra capacità nell’affrontare una cosa nuova.
Nell’arco degli ultimi anni però sto cercando di crearmi meno aspettative possibili, sto cercando di mettermi alla prova, di creare, o meglio, evitare di creare, situazioni in cui sono nella mia zona di comfort.
Quando ci troviamo a dover agire su un nuovo terreno, a noi sconosciuto, ci impariamo, ci stupiamo, e alla fine, ci divertiamo di più. Spesso situazioni, luoghi, ambiti da cui ci siamo sempre tenuti a distanza per paura o per disagio, con la stupida convinzione di non essere capaci a gestire la situazione cercando di esaminarla prima razionalmente, diventano sorprese. L’aspettativa negativa che avevamo, si tramuta in sorpresa. Ci troveremo di fronte cose nuove, che abbiamo sempre tenuto distanti per paura, che magari ci appassioneranno e ci faranno sentire vivi, più della nostra solita e sicura routine.

Ecco perché nel viaggiare cerco il più possibile di perdermi.

Naturalmente c’è perdersi e perdersi.
O meglio, a livello teorico astratto trovo assai affascinante l’idea di perdermi completamente senza una meta ben precisa durante un viaggio completamente disorganizzato e slegato da ogni tipo di tempistica, ma purtroppo, finché dovrò fare i conti con impegni che esulano l’azione del viaggiare senza tempo ne meta, impegni che richiedono tempistiche ed orari, come l’università ed il lavoro, sono costretta a dover stillare uno programma basilare sui luoghi da esplorare durante un viaggio on the road, avendo un giorno di partenza, ed uno di arrivo, purtroppo.

particolare fotografico

Le cose fondamentali in un viaggio on the road.

  • Mezzo di trasporto.

  • Va da sé che senza un mezzo di trasporto una vacanza on the road è praticamente infattibile.
    Potrete scegliere di spostarvi come meglio vi aggrada, a seconda dell’esigenza, del budget, e di quello che avete a disposizione. Camper, Auto, vostra o affittata, moto, mezzi pubblici del posto, o magari utilizzando semplicemente le vostre fidate gambe.
  • Buona compagnia di viaggio, se non si tratta di un viaggio in solitaria.

  • Scegliere la compagnia giusta per un viaggio on the road è una cosa fondamentale.
    Questa tipologia di viaggio, seppur ora in voga ed affascinante agli occhi di molti, presuppone grande spirito di adattamento e prontezza a qualsiasi tipo di imprevisto in cui ci si può imbattere durante un viaggio sulla strada: benzina, traffico, guasti, strade sbagliate, tempistiche, spostamenti repentini, valige da portarsi dietro, parcheggi.
  • Google maps o GPS.

  • Certo, perdersi ad esplorare il mondo è senza dubbio affascinante e poetico, ma quando si ha a disposizione un lasso di tempo dal momento della partenza, al momento dell’arrivo, volendo visitare più luoghi possibili, forse perdersi non è la migliore soluzione. Perdersi in larga scala intendo. Una volta raggiunta la meta è sacrosanto mettere via il cellulare ed esplorare, seguire l’istinto, il fiuto. Andare dove ci porta il cuore.
    Ma tornando alla mera organizzazione per un viaggio sulla strada dalle tempistiche ristrette:
  • Google Maps, santo protettore dei viaggi on the road.

  • Bagaglio pratico pronto ad essere trasportato e riposto facilmente.

  • Il mio bagaglio, da quando l’anno scorso l’avevo acquistato alla Dechatlon per partire per un viaggio on the road in Olanda con i mezzi pubblici, in compagnia di mia sorella, è ormai fidato zaino da 60 L.
    Ormai in ogni viaggio utilizzo lo zaino. Lo zaino da backpacker è comodo e pratico, sia durante gli spostamenti, naturalmente, sia per cercare la roba al suo interno avendo mille scompartimenti diversi. Ognuno di noi sarà poi libero di organizzare vestiti, macchine fotografiche, beauty-case e tutte le cose utile da portare durante un viaggio on the road, nella maniera più personale possibile. Vi assicuro che una volta trovata l’organizzazione di tutto l’occorrente, dividendolo accuratamente in zone ben precise dello zaino, a seconda dell’urgenza dell’utilità, diventerà impossibile ritornare a viaggiare con lo scomodo trolley. Naturalmente però, il punto fondamentale alla scelta del bagaglio è strettamente legato alla scelta del mezzo di trasporto. Se il viaggio che avete deciso di intraprendere è un viaggio in cui per spostarvi utilizzarete i servizi pubblici, probabilmente dovrete camminare nel tragitto che vi separa da una stazione ferroviaria/metropolitana o di autobus, almeno fino all’ostello dove avete deciso di soggiornare. Qui trovo indispensabile utilizzare lo zaino da backpackers. Se il mezzo di trasporto si tramuta in un’auto o un camper, penso che la scelta diventi una scelta personale. Non ci sono grandi distinzioni nel partire con uno zaino o con un trolley. Se, come ho fatto io a gennaio 2018, deciderete di partire in moto, naturalmente, diventa fondamentale la scelta di un bagaglio versatile per essere trasportato. A gennaio durante il mio viaggio on the road in Sri Lanka, abbiamo affittato una moto, a cui fissavamo con 8 ganci elastici i due zaini lateralmente. Anche qui, ci sarebbero da fare alcune distinzioni sul tipo di moto che andrete ad utilizzare. Sicuramente, però, l’utilizzo del trolley sarà fuori discussione.
  • Internet (per booking o per info)

  • In ogni viaggio on the road che ho intrapreso internet è stato fondamentale.
    Un utilizzo repentino che faccio di Internet durante un viaggio sulla strada è quello per trovare la sistemazione per la notte. Se viaggerete on the road, cercando di essere il più liberi possibili, senza vincoli di orari e mete prefissate, il consiglio migliore è quello di prenotare di giorno in giorno l’ostello, l’albergo, o la guest-house prima di arrivare. Io ho sempre utilizzato Booking, una volta in viaggio, prefissata la meta scelta per la notte, aprire booking, cercare le offerte e prenotare è davvero velocissimo.
    Internet in un viaggio oramai può tornare utile per qualsiasi cosa. Cercare i ristoranti su Trip Advisor, guardare gli orari di musei o luoghi d’interesse, curiosare alla ricerca di validi consigli sui travel blog, utilizzare Google Maps (anche se volendo si possono scaricare la mappe prima di partire per poterle consultare offline durante la vacanza).

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Manuale di istruzioni per organizzare un viaggio on the road (cercando di organizzare il meno possibile)

  • la prima cosa che faccio è scegliere un “punto di partenza” ed un “punto di arrivo”.

  • Per “punto di arrivo” è inteso semplicemente, a livello geografico il luogo più lontano che andrò a visitare rispetto al punto da cui parto.

Una volta decisi i due punti più estremi dell’itinerario, ecco che arriva il bello.
Entra in gioco la logica.

  • La seconda cosa è aprire la schermata di GOOGLE MAPS e armarsi di LONLEY PLANET.

  • GOOGLE MAPS amico fidato, LONLEY PLANET già accuratamente studiata e sottolineata tutta.
    Qui arriva il bello. Dopo aver individuato, dopo un’accurata lettura, nella guida i luoghi che più mi interessano, inizio a testare con l’auto di google maps le tempistiche di viaggio. La prima distanza da sapere è quella generale, dal punto di partenza a quello di arrivo, per avere un’idea di quanto sarà indicativamente lungo il tempo per gli spostamenti. Ma lasciando perdere la reale scelta del modus operandi, grazie all’aiuto di Google Maps, e dei primi luoghi di interessi principali trovati sulla Lonley Planet, arrivo ad avere un’idea indicativa del tempo impiegato per gli spostamenti. Solitamente tendo a non superare le 3 ore di viaggio da una meta all’altra.
  • Scegliere quanto tempo fermarsi nelle città.

  • Durante un viaggio on the road le città sono importanti tanto quanto i paesaggi naturali in cui si passa anche durante lo spostamento. Può capitare di passare intere giornate in luoghi naturali ben distanti dall’idea di città da visitare. Ecco perché quando organizzo un viaggio on the road cerco di scegliere indicativamente quanto tempo passare in città, potendo studiare i luoghi di interesse, come musei, monumenti e centro storico. Riuscendo a farmi un’idea di quanto tempo necessita per visitare il paese e assaporarne l’essenza. Nei luoghi naturali è praticamente impossibile poter sapere quanto tempo avrò voglia di starci, senza contare le tempistiche fotografiche, se sono in compagnia del mio fidanzato fotografo.
  • Cercare i piccoli tesori nascosti. Luoghi segreti pronti per essere esplorati ed amati.

  • Dopo aver trovate le città più interessanti parte la ricerca di nicchia con l’aiuto di Internet, di letture di Blog di viaggi con consigli personali, ma anche con la vista dal satellite di Google Maps. Dopo aver aperto la schermata e puntato le mappe sui luoghi che andremo a visitare durante il nostro viaggio on the road, l’unica cosa da fare è zoommare, e fantasticare. Perdersi fra le scogliere, guardare le onde dall’alto, i prati, le montagne, e appena qualcosa cattura il nostro sguardo basta guardare qualche foto, e magari cercare qualche informazione in più su internet.
    Questo passaggio è quello più poetico e fantasioso. Perdersi virtualmente in luoghi in cui andremo in un futuro prossimo a perderci fisicamente.
    Qui si tratta solo di puntare il mouse su piccole cittadine dai nomi buffi, o su vallate immense, o lunghi tratti di costa, e lasciarsi guidare dall’istinto.
    Una volta trovati i piccoli tesori nascosti basterà controllare le tempistiche per raggiungerli rispetto alle città a cui si trovano più vicini.
  • Capire quale percorso è il più conveniente.

  • Da qui le opzioni solitamente sono due:

itinerario di viaggio in linea retta o itinerario di viaggio ad anello.

Tra le due prediligo la seconda, avendo modo di poter percorrere mai le stesse strade, e magari inoltrarsi nel centro, o sulla costa, se il nostro viaggio è in un posto che si affaccia sul mare.

Ma non sempre si ha il tempo o la possibilità, o semplicemente la voglia di inoltrarsi nell’entroterra, e qui entra in giorno l’itinerario in linea retta, come nel mio viaggio in Camper in Spagna del Nord.

  • Mappa grafica dell’itinerario organizzato per i giorni di vacanza.

  • Dopo aver chiarito indicativamente i luoghi di interesse maggiori prendo un foglio su cui disegno una tabella dividendola per i giorni in cui starò via, questo per poter aver sott’occhio i reali giorni e le reali notti a disposizione.
    Cerco quindi di capire dove si potrebbe passare la notte, così da scegliere se conviene visitare il luogo in cui ci fermiamo a soggiornare il giorno in cui ci si arriva, o la mattina in cui ci si sveglia.
    Io personalmente tendo a lasciare sempre due o tre giorni completamente liberi, come se fossero dei bonus, così da poter modificare l’itinerario continuamente durante il viaggio.
  • Organizzare con la voglia di perdere l’organizzazione. PERDERSI.

  • E dopo tutta questa organizzazione, la parte più importante per organizzare un viaggio on the road all’avventura cercando di organizzare il meno possibile è quella di essere pronti a rivoluzionare tutto quello che abbiamo organizzato. Da qui in poi naturalmente tutto potrà cambiare, si potrà rivoluzionare completamente il viaggio una volta partiti, o seguire passo per passo le tappe prefissate.
    In ogni mio viaggio non è mai andata realmente come avevo organizzato. In alcuni posti per cui avevo calcolato parecchio tempo non mi ci sono fermata per più di mezza giornata, e luoghi per cui avevo immaginato che mezz’ora sarebbe bastata mi hanno rapito per giornate intere. Ed è proprio questo la magia del viaggiare on the road. Si impara a rispettare i propri tempi, a godere l’essenza di ciò che abbiamo davanti, e di spostarsi facilmente se ciò che avevamo idealizzato come luogo particolarmente interessante, non ci lascia niente assaporandolo dal vivo.
    Ho visto tramonti mozzafiato semplicemente accostando la macchina in punti non ben definiti durante il viaggio. Ho scoperto cittadine nuove solo per una deviazione di percorso dettata dalla fame (come la magica LLANES) ed ho trovato noiose città in cui credevo di passarci intere giornate.

Lonley Planet guide e libri di viaggi

IMPARIAMO A PERDERCI. IMPARIAMO A FIDARCI DEL NOSTRO ISTINTO.

Viaggiare on the road, cercando di essere il meno organizzati possibili, o comunque essendo inclini al cambiamento, al rivoluzionamento di un itinerario prefissato è linfa vitale.
E’ urlare a gran voce che infondo, per quanto continuiamo a scandire le nostre vite con appuntamenti, orari, tempistiche, in realtà, istintivamente, abbiamo una gran voglia di perderci. Di sentirci liberi. Di poter “perdere tempo” stando seduti su una spiaggia sconosciuta invece che rimbalzare da un museo all’altro nella capitale che dovevamo visitare.
Viaggiare on the road è ribellarsi alla routine, ai limiti, agli impegni. Quando facciamo una vacanza sulla strada rivoluzioniamo tutto. Diventiamo completamente padroni di noi stessi. Del nostro istinto, del nostro cuore. Impareremo a fare proprio come gli animali, a spostarci dove sentiamo che è giusto andare. Senza regole, senza impedimenti esterni.
Tutti noi dovremmo imparare a perderci di più. In viaggio come nella vita di tutti i giorni. Dovremmo uscire e iniziare a camminare, a guidare, senza meta, senza obbiettivi, solo per il gusto di godersi il viaggio.

“non importa dove conta solamente andare”, diceva Cesare Cremonini.

Postazione per organizzare un viaggio on the road all'avventura. Lonely Planet, Google Maps, tisana e good vibesacchiappa sogni e ombra, inseguiamoli, sempre.

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