HO DECISO DI ESSERE FELICE.

il

Che strana decisione, direte voi. Chi non vorrebbe essere felice?

cactus and positive vibes "happiness can be found even in the darkest of times if one, only remembers to turn on the light

Ho imparato ad essere felice davvero, non solo sulla pagina di Facebook.
Ho imparato ad essere felice decidendo di essere felice.

Smettiamola di prenderci in giro.
Essere felici è la cosa più semplice che noi potremmo decidere di fare.
Pensateci bene.
Quando siamo arrabbiati quanto ci sentiamo stanchi, affannati, pieni di pensieri e senza alcuna voglia di pensar ad altro se non al perchè ci siamo innervositi?

Due anni fa ero la regina del nervoso, della paranoia, dell’ansia, dell’odio.
Pensavo fosse più facile arrabbiarmi. Esser tollerante sarebbe stato un grande sforzo.
Per tolleranza intendo apertura della mente. Ed effettivamente, una volta deciso di aprire gli orizzonti mentali, tanto facile non è.

Abbandonare le abitudini, le nostre zone di confort, i nostri ormai sfoghi di routine, le nostre solite arrabbiature per scaricar tensione.

Un giorno poi ho capito una cosa: La rabbia è solo una grande perdita di tempo. 
Il nervoso mangia da dentro, e non risolve niente. Il nervoso non è un investimento, non è una soluzione.
Il nervoso ci fa perdere tempo ed energie, oltre che sorrisi e relazioni genuine.
Pensateci. Quando mai esservi arrabbiati per qualcosa vi ha portato alla soluzione migliore per un problema? A me mai. Mi ha solo portato dei grandi torcicollo e un sacco di mal di stomaco.

Perchè ci arrabbiamo? Perchè decidiamo di essere arrabbiati invece che esser felici?
Forse perchè lo abbiamo sempre fatto nella nostra vita. 

A volte siamo così accecati dalle nostre abitudini che arrabbiarsi sembra la soluzione migliore. La più veloce. La più liberatoria.
Urlare a volte libera, non c’è dubbio. Ma perchè decidiamo di farlo in faccia ad un’altra persona, magari a una persona, oltretutto, a cui vogliamo bene? E se decidiamo di non urlare, e siamo marci di rabbia, lo sapere che dentro lo stomaco stiamo urlando forte? Stiamo irritando le pareti del nostro corpo, ci auto-urliamo addosso.
Io dopo una litigata, dopo essermi arrabbiata, l’unica cosa che sento è stanchezza, occhi che bruciano e un gran mal di testa, oltre che aver la consapevolezza di essermi fatta del male e aver fatto del male a qualcuno.

Ebbene sì:

DSCF7347

Diventare un’inguaribile ottimista, una “fricchettona”, direbbero i miei coetaneai, è stata la cosa migliore che abbia deciso di diventare nella mia vita.

E per fricchettona intendo una persona che cerca di vedere sempre e comunque un raggio di sole fra le nuvole. Già, niente dread, niente colori troppo sgargianti, niente droghe.
Anni fa probabilmente mi sembrava quasi affascinante esser accerchiata da nuvole. Forse lo trovavo poetico, un poco bohemien. Quel fascino che crea la nebbia nei film.
Probabilmente pensavo facesse figo esser sempre arrabbiata, negativa, un po’ incazzata con il mondo.
Forse ambivo ad avere la nomina della “figlia ribelle”, nomina che devo dire, in parte, di aver conquistato parecchio bene in passato.

Ora ho capito che essere arrabbiata con il mondo è una gran perdita di tempo, oltre che di occasioni.

Anni fa probabilmente, fossero state già famose, sarei diventata la fan numero uno dei meme che ormai rimbalzano sui social come Facebook: “MAI UNA GIOIA” “CHE VITA DI MERDA” e tutte quelle frasi fatte che ormai accerchiano parte della mia generazione.
Sembra che esser felice a volte non vada di moda. Sembra che se sei felice c’è qualcosa per cui dubitare.
Un giorno però mi son svegliata, forse con in testa la solita frase negativa della giornata, e ho capito una cosa. Ho capito che ero una irrispettosa. Ho capito che non stavo rispettando ciò che di più prezioso mi era stato regalato 23 anni prima.
Non prendiamoci in giro, so benissimo che non sempre le cose vanno bene, so che il mondo è pieno di cose brutte, e tristi, e malate. Ma ora so che lamentarsi per queste cose non servirà a niente, se non ad alimentar cose brutte. Negativo porta negativo. Matematico.
E allora ho deciso di impegnarmi e trovare il buono, ovunque.
Ho deciso di cercarlo ovunque, sotto il letto, nei vestiti che mi si sono rimpiccioliti dopo una lavatrice sbagliata, dietro all’acquazzone, alla vigilia di un esame, durante l’influenza. Ho iniziato a cercare il buono fra i treni in ritardo, fra i treni soppressi, fra le code in auto, fra appuntamenti disdetti, fra imprevisti che non volevo.
E sapete una cosa? E’ stato tutto più facile. E’ come se mi fossi tolta una fascetta che stringeva la testa e mi prudeva sulla fronte.
Ho iniziato a scoprire il mondo, a conoscere le persone, ad abbandonare cose che mi tiravano giù, e a cercar di soddisfar sempre i miei bisogni, per quanto potessero essere inappropriati, stupidi. Ho cercato di livellare il dovere con il piacere. Ho imparato ad ascoltarmi, ad ascoltare il mio fisico, le mie paure, i miei difetti. Ho imparato a non giudicarmi, a non incupirmi, a non giudicare, e a non incupire gli altri.

be a light with green

Ho iniziato a giocare con il mondo.
Giocare a “cerca la felicità” fra gli angoli di mondo.

A scoprire coincidenze, quelle cose che, alcuni dicono, succedono per darti certezza che sei nel posto giusto al momento giusto. Quelle cose che prima non coglievo. Particolari, sottigliezze, similitudini.
E’ diventato un gioco. Se il treno arriva in ritardo non mi arrabbio. Se il treno arriva in ritardo inizio a guardarmi intorno, e puff, qualcosa che cattura il mio sguardo e la mia attenzione arriva, al posto del treno, a comunicarmi che era così che doveva andare.
E magari in quel ritardo assaporerò scene in stazione, sorridi di qualche bambino, qualche coppia innamorata che si saluterà con baci piedi di affetto, comprerò un bel libro, troverò un euro per terra, chiamerò un’amica.

Tutto questo “risveglio”, tutti questi pensieri e questa mia decisione di aprire gli occhi e imparar a sorrider di più e incurvar meno la fronte ha avuto origine in parte dopo la lettura di un libro, che, anche qui, coincidenze (?), anni prima mi era stato consigliato da una persona molto spirituale.
Un giorno di rabbia e insoddisfazione personale ricordo di aver sentito l’estremo bisogno di scender di casa, attraversar Piazza Castello durante un temporale, entrare alla Feltrinelli ed acquistar un buon libro. Indovinate che libro mi trovai davanti?
Lo comprai, lo divorai, e capii.
Naturalmente essendo questo un Blog in cui voglio condivider il più possibile, anche se come ben so, sono una piccola formichina come ognuno di noi su questa terra, chissà, a qualcuno magari può far cadere la fascetta che prudeva sulla fronte.

cactus e libro anthony de mello messaggio per un'aquila che si crede un pollo

“Messaggio per un’aquila che si crede un pollo” 

Titolo ironico, testo che a tratti fa innervosire. Anthony De Mello, l’autore, ci parla con parole dirette, senza filtri, senza troppa dolcezza.
“Vuoi sapere cosa penso serva per esser felice? Eccoti il ben servito.”
Libertà nostra di prendere quelle parole, come infondo qualsiasi parola scritta al mondo, come più pensiamo sia giusto. Farne tesoro o abbandonarle su quella pagina di carta.

Quando penso a quanto è divertente esser felice mi sento una specie di prurito sotto la pelle, una specie di spinta da dentro che mi fa tornar le forze, anche se un attimo prima mi sentivo stanca e affaticata.

Smettiamola di lamentarci, smettiamola di urlar a gran voce “che vita di merda”
Essere felici è la cosa più divertente del mondo.

Quando impari ad esser felice, quando decidi di smetterla di fare Mercoledì della situazione, sembra quasi che la felicità non ti ci sta più in tasca, e puff, sapete cosa avviene? La cosa più naturale, umana, e genuina che possa accadere:
CONDIVISIONE.

Quando sei felice inizi a voler condividere la tua felicità. E, inaspettatamente le condivisioni portano altre condivisioni. Si crea una rete spontanea, solida e senza trappole.
Automaticamente è come se piano piano ti allontani dalle facce tristi, dalle lamentele, non ti interessano più, inizi quasi a sentirti a disagio quando tutti si lamentano perchè non sai proprio più di cosa lamentarti.
Naturalmente le conoscenze muteranno, le amicizie, le relazioni, tutto inizierà a muoversi come in un grande meccanismo, e piano piano tutto sembrerà al posto giusto senza che tu abbia deciso quale realmente era quel posto giusto.

good vibes only

Penso ci siano 3 grandi “regole” per imparare ad esser felici:

  1. Smetti di giudicare te stesso. Le tue insicurezze, le tue paure, i tuoi difetti. Hai una vita per migliorarti. Se continuerai a giudicare non avrai tempo per impararti e per insegnarti.
  2. Smetti di giudicare gli altri. Penso che una grande domanda fondamentale per imparar a star sereni nella vita è: Che fastidio mi da?
    Ed ora applichiamola nel giudizio con gli altri: Passa una persona palesemente vestita in maniera succinta (?), ridicola (?), stravagante (?), a che cosa servirebbe commentare? A niente!
    Smettiamola di giudicare i comportamenti degli altri, forse dovremmo imparar a chiederci il perchè di quel comportamento, prima, e dopo, accettarlo.
  3. Trova il buono. Impara a giocare. Ci sarà sempre qualcosa di divertente, o perlomeno un buon insegnamento dietro ad una brutta cosa. Trovalo. Divertiti a trovarlo, diventa un cane da segugio per la felicità.

Potrei scrivere ore e ore, ma forse, sto perdendo il filo, e forse, a lungo andare più che un articolo condiviso con pensieri condivisi, inizierebbe a sembrar più un ammasso di parole e pensieri messi a vanvera.
Che poi, infondo, il succo della questione è:

Impariamo a non giudicarci.
Ricordiamoci di essere felici.
Ricordiamoci che essere felici è divertente e che
arrabbiarsi fa perdere tempo e bruciar lo stomaco.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...